Programma Elezioni Amministrative 2020

“IDEA Rovereto per una città innovativa, Democratica, Ecologista, Autonomista” è un’alleanza fondata sui principi fondamentali della Costituzione e delle culture del civismo democratico, della democrazia liberale, dell’autonomismo, del popolarismo cattolico, della sinistra riformista, inclusiva e che rifiuta ogni forma di discriminazione.

Le forze che interpretano queste culture propongono un nuovo patto con la comunità di Rovereto, a partire dalla condivisione di una cultura di governo, nel rispetto delle identità e delle storie di ciascun soggetto.

L’alleanza è aperta a ulteriori contributi e alla partecipazione propositiva di quanti (cittadine e cittadini, associazioni, movimenti, forze politiche, istanze territoriali e del civismo) vorranno condividere i suoi valori fondativi e, conseguentemente, il patto per Rovereto.

In questo senso, la stessa si arricchisce dei valori e dell’identità culturale e politica dei singoli soggetti che ne faranno parte, e che ne hanno elaborato e condiviso l’IDEA di città.

IDEA immagina Rovereto come Città Europea con un ruolo di protagonista nella Comunità della Vallagarina e nei rapporti con il resto della Provincia valorizzando il proprio ruolo negli Enti provinciali e nelle Società partecipate provinciali, secondo i seguenti indicatori di qualità:

1. Uguaglianza ed inclusione sociale: occupazione qualificante e accesso per tutti a servizi di base, ad esempio istruzione e formazione, energia, salute, edilizia, trasporti;

2. Partecipazione/democrazia/governo locale: partecipazione dei cittadini e di tutti i settori della comunità locale alla pianificazione locale e ai processi decisionali attraverso momenti di confronto che implementino quanto già fatto in questa consiliatura con l’appuntamento mensile della finestra sulla città e con le diversi momenti di concertazione condivisa;

3. Relazione fra dimensione locale e quella globale: soddisfazione dei bisogni utilizzando il più possibile risorse disponibili localmente all’interno di un sistema globale di relazioni;

4. Economia locale: promozione dell’occupazione e dell’impresa che valorizzi anche la promozione dell’economia circolare, secondo modalità che impattino in misura minimale sulle risorse naturali e sull’ambiente;

5. Equilibrio ecologico: adozione di un approccio sostenibile con attenzione al paesaggio; minimizzazione dell’uso delle risorse naturali e del territorio, della produzione di rifiuti e dell’emissione di sostanze inquinanti, accrescimento della biodiversità; tensione verso una mobilità sempre più sostenibile.

6. Patrimonio culturale/qualità dell’ambiente edificato: protezione, conservazione, recupero, valorizzazione di valori storici, culturali e architettonici, compresi edifici, monumenti, eventi; accrescimento e salvaguardia della bellezza e funzionalità degli spazi ed edifici e valorizzazione dei beni comuni.

Questi indicatori trovano il loro comune denominatore nel concetto di “unione”, che sarà declinato più avanti in cinque punti programmatici. Unione intesa come condivisione di futuro da parte di una comunità, che in particolare in tempi di emergenza, come questo, ha bisogno di ritrovarsi con coraggio, energia ed entusiasmo attorno a una visione di futuro.

I progetti che strutturano e sostanziano il patto con la comunità di Rovereto sono:

• garantire, migliorare, promuovere la qualità dei servizi per tutte le cittadine e i cittadini con particolare attenzione alla fascia dell’infanzia, dell’adolescenze, dei giovani e a quella degli anziani e agli aspetti di conciliazione, tempo, vita, famiglie/lavoro;

• riconnettere l’economia con la formazione, la cultura e la ricerca rilanciando in particolare i progetti Meccatronica e Manifattura (green economy e start up) con Scuole, Università, Istituti di ricerca;

• rigenerazione ecosistemica ed ecologica nella trasversalità della vita dei singoli cittadini e della comunità, dalla cura dei beni comuni alla mobilità, dalla rivitalizzazione del Centro storico alla valorizzazione della rete delle istituzioni e delle associazioni culturali, sociali e sportive;

• creare e contribuire alla creazione di condizioni per lo sviluppo delle imprese e dell’occupazione nei diversi ambiti produttivi, commerciali, professionali, turistici, culturali, sociali, con attenzione alla qualità del lavoro e dell’occupazione utilizzando anche adeguate forme di comunicazione e di marketing territoriale.

L’ambizione dell’alleanza è quella di amministrare la città per progetti trasversali, garantendo la chiarezza, la trasparenza, la proposta, la verifica e la valutazione dei risultati (intermedi e finali), chiamando alla partecipazione la città nelle sue articolazioni istituzionali (ad es. le Circoscrizioni), di categoria, e nel variegato mondo associativo.

1.1 Un nuovo “patto” sociale 

Crediamo in un welfare generativo, fondato sul principio della sussidiarietà. In questo senso, l’amministrazione comunale dovrà assumere sempre più il ruolo di “facilitatore di processi”, coinvolgendo anche direttamente i cittadini come erogatori di servizi, le cooperative e le realtà private esistenti. E’ necessario diffondere quelle esperienze che attraverso l’attivazione di sinergie tra enti pubblici, terzo settore e soggetti privati hanno dato vita ai distretti dell’economia solidale e alle imprese sociali. Il nuovo welfare deve essere necessariamente di tipo sussidiario o di comunità, basato sul contributo attivo dei cittadini, sulla responsabilizzazione della società, sulla valorizzazione del volontariato e sulla ricostruzione delle relazioni.

1.2. Garantire l’accesso ai servizi di base 

Rovereto garantisce già un’elevata qualità nell’offerta dei servizi. Occorre adeguare l’esistente con le nuove esigenze dettate dalla crisi economica dell’ultimo decennio, dai flussi migratori, dall’emergenza sanitaria della pandemia di Covid-19, che ha colpito duramente sia la rete di relazioni sociali della città, sia la stabilità economica delle nostre famiglie. Occorre poi continuare a garantire, e a facilitare ulteriormente, l’accesso per tutti ai servizi di base, con particolare attenzione all’istruzione e alla formazione, alla salute, ai trasporti.

1.3 Anziani e giovani 

Particolare attenzione sarà data al dialogo e all’interazione fra le generazioni. Giovani e anziani devono trovare nuovi spazi di aggregazione e di incontro, anche fra di loro, “abitando” in modo vitale la città, e utilizzando strumenti quali il co-housing diffuso.

In particolare, vorremmo che i nostri anziani potessero vivere più facilmente la città: serve per questo ripensare il sistema dei trasporti pubblici e prevedere nuovi servizi per favorire l’integrazione fra gli anziani. Per alcune problematiche che investono numerosi anziani, quale ad esempio l’Alzheimer, andrà migliorata la relazione fra la città e le sue eccellenze nel campo della ricerca: pensiamo al polo universitario di Scienze cognitive. Gli anziani hanno bisogno di risposte flessibili e differenziate, che tengano conto della diversità dei loro bisogni. Queste risposte devono essere integrate e continuative, ossia tali da basarsi sull’interazione tra comparto sanitario e sociale e tali da assicurare un tragitto assistenziale programmato. Per queste ragioni sarà necessario potenziare e diversificare i servizi per gli anziani e quelli a sostegno delle famiglie.

Per quanto riguarda i giovani, ci si propone di ampliare i luoghi di ritrovo e di offerte dedicate specificatamente a loro, stimolandoli a portare all’attenzione dell’Amministrazione le progettualità che intendono promuovere e che possono gestire direttamente. Sarà compito dell’Amministrazione valorizzare e sostenere le proposte innovative che arricchiscano il panorama delle offerte culturali, artistiche, musicali, animative della comunità.

1.4 Spazi urbani e socialità 

I due termini sono strettamente connessi: in questo senso alcuni luoghi vanno ripensati, recuperati e riconsegnati alla città (è il caso ad esempio della zona dell’Urban City) secondo modalità di fruizione anche di tipo innovativo, curando l’equilibrio fra la vivibilità dei residenti e le esigenze di ritrovo e di socialità. Dovranno esseri attivati nuovi servizi che possano facilitare l’operatività e l’efficacia di interventi di natura infrastrutturale e interventi in materia di accoglienza e integrazione, anche attraverso il recupero di beni immobili che fanno capo al patrimonio del comune. Tutto questo sarà declinato in modo particolare all’interno del Progetto di Rigenerazione urbana in corso di attuazione. 

1.5. L’autonomia abitativa 

Qualora la recente modifica alla normativa provinciale – che ai fini della presentazione della domanda di alloggio pubblico ha introdotto il requisito della residenza continuativa in Provincia di Trento da almeno 10 anni (in precedenza gli anni richiesti erano 3) – lasciasse senza risposta molte famiglie in stato di bisogno, immaginiamo di sostenere queste stesse famiglie, incrementando l’offerta dei servizi abitativi di livello comunale, ad esempio rafforzando il Progetto per l’autonomia abitativa istituito con uno specifico Protocollo d’intesa tra A.p.s.p. C. Vannetti e il Comune di Rovereto.

1.6. Una città senza barriere 

Per permettere alle famiglie con bambini, anziani e disabili di muoversi liberamente in città è necessario un ulteriore sforzo per rimuovere le barriere architettoniche. In aggiunta alla banca dati relativa all’accessibilità dei luoghi pubblici e privati e al suo costante aggiornamento, sono necessari specifici interventi per la rimozione delle barriere presenti sulle vie cittadine. Questo investimento permette anche di mettere in campo un’importante offerta turistica rivolta a queste persone.

1.7 Una città inclusiva 

Le barriere non sono chiaramente solamente fisiche. La Città è il luogo per eccellenza della complessità e delle differenze, in cui la molteplicità di attori, di contesti e di culture che la animano possono fare emergere conflitti e problemi ma anche sinergie e nuove sfide condivise.

La presenza, ormai da decenni, di cittadine e cittadini italiane/i di origine straniera che lavorano e i cui figli frequentano le nostre scuole e le nostre università e sono inseriti nella vita sociale, rappresenta una ricchezza per Rovereto, perché una comunità cresce se riesce a mettere a fattor comune e a valorizzare le diversità di provenienze culturali e religiose per migliorare la qualità della convivenza.

1.8 Edilizia socio-assistenziale 

Prioritario risulta il pieno rispetto delle linee guida provinciali per la progettazione delle Residenze Sanitarie Assistenziali secondo le quali tali edifici devono avere medie dimensioni ed essere ben raccordati con il tessuto urbano, pensati quindi come luoghi più simili all’abitazione che all’ospedale. Da questo punto di vista per la costruzione di una nuova ulteriore RSA è stato predisposto e recentemente aggiornato un protocollo d’intesa con la Provincia al quale si rimanda. Inoltre è fondamentale rinforzare i servizi intermedi sociali e sanitari per evitare l’istituzionalizzazione (ad esempio assistenza domiciliare, assistenza domiciliare integrata, centri diurni appartamenti semi protetti e protetti). Andranno infine attivate le sinergie con gli altri livelli istituzionali come la Comunità di valle per la realizzazione dello “Spazio argento”.

Nel nostro tempo le competenze sono diffuse e vi è quindi la necessità di valorizzarle coinvolgendo tutti i settori della comunità alla pianificazione locale e ai processi decisionali. Ciò renderà la città protagonista, assieme a tutta la comunità della Vallagarina, del futuro dell’Autonomia provinciale. Un futuro che sentiamo e che rivendichiamo come “nostro”, come un patrimonio della città: siano i Roveretani a decidere del proprio futuro.

2.1 Le Circoscrizioni 

Pensiamo che le Circoscrizioni possano e debbano rappresentare un punto di riferimento importante per i residenti delle rispettive aree della città, e per questo riteniamo che sia necessario incrementare le possibilità di un loro impegno concreto sul territorio. Da questo punto di vista è stato recentemente modificato il regolamento che prevede una loro valorizzazione. Sicuramente è importante continuare a riflettere sulla loro funzione e sui contenuti del loro lavoro, implementando il rapporto con il ricco tessuto associativo che costituisce una ricchezza per il territorio. Si intende perseguire il modello della Comunità di prossimità nel quale i singoli cittadini, le scuole, le parrocchie, i gruppi e le associazioni, le aziende e gli esercizi commerciali presenti nelle Circoscrizioni si rendono disponibili a leggere e condividere bisogni e proposte per migliorare la sostenibilità sociale, ambientale, economica del territorio.

2.2 Dialogo con la Città 

In generale, occorre implementare ulteriormente una serie di azioni per favorire i processi di governance e il confronto – vivo, aperto e fecondo – con i cittadini. Per questo sarà data maggiore importanza alla comunicazione, a sostegno anche della promozione della città, sviluppando e aggiornando la piattaforma E20ROVERETO, il progetto di comunicazione digitale integrata e multicanale nato con l’obiettivo di migliorare la diffusione di eventi ed iniziative che il Comune e le Associazioni promuovono per far vivere e raccontare il proprio territorio.

2.3 Valorizzare la struttura amministrativa comunale 

Richiamiamo a questo proposito quanto dichiarato nelle introduzioni di questo documento, quel lavorare per progetti trasversali, garantendo la chiarezza, la trasparenza, la proposta, la verifica e la valutazione dei risultati, chiamando alla partecipazione la città. Tutto questo, va detto, si può realizzare promuovendo e valorizzando le potenzialità già esistenti nella “macchina” comunale, attingendo al vasto patrimonio di esperienze, di talenti e di capacità assicurati dai rispettivi uffici e dai servizi comunali.

Sempre più negli ultimi tempi si è imposta la necessità di dare soddisfazione ai bisogni emergenti del territorio secondo due direttrici fra loro complementari: utilizzando cioè il più possibile le risorse disponibili localmente, ma all’interno di un sistema globale di relazioni. Questo scambio continuo fra locale e globale (dove per “globale” si intende qualsiasi livello della dimensione sovra-comunale, dal livello provinciale via via fino a quello europeo e internazionale), che è tipico della nostra epoca, deve essere gestito assegnando a Rovereto un ruolo di “regia” all’interno di un territorio più ampio.

3.1 Sicurezza 

Anche qui servirà agire in quella duplice prospettiva: da una parte confermando l’attenzione a proseguire il progetto, ormai ben consolidato, di Polizia locale sovracomunale; e dall’altra sviluppando azioni di Rigenerazione urbana, che siano innovative anche sotto il profilo tecnologico, e rafforzando il “presidio di vicinato”, opportunamente regolamentato.

La logica che sottende questo tema vuole favorire il rafforzamento delle condizioni di legalità per i cittadini e le attività economiche, con il fine di dare nuovo impulso allo sviluppo economico e migliorare la coesione sociale. Le direttrici sono: rafforzamento delle capacità dell’amministrazione nel contrasto alla criminalità; miglioramento delle condizioni di sicurezza di aree particolarmente vulnerabili e strategiche per lo sviluppo delle attività produttive; inclusione sociale e sostegno all’economia sociale.

3.2 La Città dell’incontro

Rovereto è insignita del titolo di “Città della Pace”, a cui però va data una concreta e adeguata trasposizione in azioni e politiche.

Pace è accoglienza, apertura ad altre realtà e territori, è la promozione di relazioni internazionali improntati al dialogo e allo scambio culturale. L’incontro tra comunità diverse significa stringere la rete fra le municipalità, della Vallagarina, e sviluppare il rapporto con Trento e l’asta dell’Adige anche attraverso la sinergia del sistema museale trentino o i ruolo delle Apt con promozioni congiunte, eventi e strategie condivise. Infine ricordiamo l’incontro con istituzioni sovracomunali e con l’Europa: abbiamo l’ambizione in questo senso di far divenire Rovereto una vera “città europea”, allineandola ai migliori standard continentali e sviluppando una rete di rapporti virtuosi con altre città e territori, anche sfruttando i finanziamenti Ue e il rapporto tra Università.

3.3 La città universitaria

Andrà data piena realizzazione all’accordo sottoscritto con l’Università degli studi di Trento, l’Opera universitaria e Trentino Sviluppo spa per l’ulteriore potenziamento a Rovereto di percorsi universitari in Scienze dello sport e per lo sviluppo dei servizi rivolti alla comunità studentesca del Polo di Rovereto proseguendo nei tavoli congiunti trai soggetti sopracitati sulla realizzazione di uno studentato nel territorio di Rovereto e sulla definizione e completamento dell’utilizzo degli spazi a Progetto Manifattura.

3.4 Il Polo della Protezione civile

Si darà continuità al progetto preliminare che è già stato valutato dai servizi provinciali competenti. Da un punto di vista tecnico la Provincia condivide la soluzione individuata dal comune di Rovereto della ristrutturazione della attuale Caserma in via Abetone. Tale soluzione risponde alle esigenze della zona, integrando la caserma dei VVF anche con degli spazi da mettere a disposizione delle altre associazioni di volontariato di protezione civile convenzionate.

Siamo convinti che il lavoro deve garantire dignità, sicurezza, equità di trattamento anche nella dimensione del genere e intergenerazionale. Donne e giovani devono poter accedere al mondo del lavoro con pari opportunità e adeguati profili retributivi. Non è più sufficiente lavorare per dare occupazione a tutti: serve una “occupazione di qualità”, secondo i migliori standard europei. L’amministrazione comunale dovrà garantire pieno impegno a sostegno delle famiglie, dei lavoratori, delle micro imprese, degli artigiani, delle aziende duramente colpite dalla crisi economica e dagli effetti del Covid-19, facendosi promotrice di azioni nei confronti di tutte le realtà interessate, pubbliche e private. Dovrà costruire alleanze e organizzare tavoli di confronto e di condivisione dei problemi e delle strategie tra i diversi attori delle categorie economiche produttive, commerciali, turistiche, culturali e dei rappresentanti dei lavoratori, al fine di monitorare costantemente l’evolversi della situazione. Si intende inoltre proseguire la pianificazione del Progetto dell’Agorà dei Mestieri, a suo tempo già condiviso con l’Università e la Provincia.

4.2 Il commercio 

Questo comparto si sta trasformando molto velocemente, non solo per la concorrenza delle grosse aziende che utilizzano internet, ma anche per il forte cambiamento che ha coinvolto i clienti.

Si dovranno ripesare in modo creativo le politiche di ripopolazione imprenditoriale del centro città prestando attenzione alle attività situate in periferia. Nelle “botteghe” non ci potrà essere solo commercio ma si dovranno incentivare attività del terziario avanzato, di artigianato compatibile con i luoghi. Si possono prevedere spazi a titolo gratuito o agevolazioni per l’uso “alternativo” degli spazi commerciali del centro.

4.3 Cultura, scuola, formazione 

Rovereto è una Città dalla forte caratterizzazione culturale. Conosciuta per il MART, è in realtà una città polimuseale laddove il concetto esprime tutti gli aspetti della cultura sia essa espressiva che scientifica e storica. Ma Rovereto è anche la città con il più alto numero di associazioni in Trentino; siano esse prettamente legate alla sfera culturale che di ambiti sportivi e ricreativi. È un tessuto ricco e fondamentale che va a costituire una rete di sviluppo educativo e sociale oltre che economico nella città ed in tutto il territorio provinciale. L’azione della amministrazione comunale sarà principalmente quella di facilitare la collaborazione e messa in rete delle realtà culturali, e facilitare e sostenere tutte le iniziative, gli eventi, gli spettacoli e la fruizione degli stessi da parte della cittadinanza e dei turisti, offrendo strumenti per poter svolgere queste attività tutto l’anno perché Rovereto per noi è anche la città dei festival. Nella città sono presenti numerosi enti, istituzioni, associazioni culturali di eccellenza nei diversi ambiti dei saperi e delle discipline. L’amministrazione comunale avrà il compito di sostenerli e di valorizzarli favorendo, accompagnando, consolidando le reti di collaborazione tra loro già in atto e promuovendo ulteriori sinergie con altri settori della vita sociale ed economica della città.

Non dimentichiamo ad esempio che l’ingente investimento messo in campo a suo tempo per il MART ha voluto rispondere alla crisi dell’industria, che fino a un paio di decenni fa costituiva la risorsa principale di Rovereto, primo polo industriale del Trentino. Oggi va ribadito e rafforzato questo elemento di attrattività. Nello specifico del MART, va potenziato sempre di più un collegamento con il territorio roveretano nella concretizzazione della sua mission, che deve avere ricadute virtuose nella città e nel territorio. Vanno ricercate e condivise modalità di un rapporto più stretto e di sinergia con gli altri settori della vita della comunità. Anche gli Istituti scolastici e formativi di ogni ordine e grado, a partire dai nidi, presenti a Rovereto sono di tutto rilievo e riconosciuti tra i migliori dell’intero sistema scolastico e formativo provinciale. E’ opportuno promuovere un patto educativo di comunità che garantisca un dialogo tra scuola e territorio. Patto i cui contraenti saranno l’Amministrazione comunale, quella della Comunità della Vallagarina, le istituzioni culturali, il terzo settore, i diversi settori economici, il civismo attivo. A tal fine si può pensare di promuovere lo sviluppo di un progetto di “Formazione permanente per la cura dei beni comuni” che coinvolga le scuole e la cittadinanza. E’ necessario valorizzare e implementare la presenza dell’Università e degli Istituti di ricerca, e promuovere il loro rapporto con il territorio: iniziative divulgative, progettazione di nuovi percorsi di alta formazione in un’ottica di filiera e di sistema.

4.4 Sport e turismo 

Rappresentano settori altrettanto determinanti anche sotto il profilo economico.

Per quanto riguarda lo sport, si proseguirà nella progettazione e realizzazione della nuova tribuna est dello stadio, nella ulteriore valorizzazione degli altri impianti sportivi comunali dello stadio e nei progetti di sostegno al ricco e variegato mondo delle società sportive.

Parlare di turismo a Rovereto ed in Vallagarina, significa uscire da un ristretto ambito di turismo leisure (puro svago) e aprirsi a nuove forme di attrattività per la città. Per vocazione la città è città aperta al turismo culturale tradizionale (grazie a musei, eventi artistici, enogastronomia locale) ma anche a tipologie di offerta legate alla vocazione didattica e commerciale della città; pensiamo agli studenti e docenti universitari, partecipanti a convegni specializzati e aziende nuove che si insediano in ambiti quali Meccatronica, Manifattura e Trentino Sviluppo.

Una città come Rovereto deve avere una strategia ad ampio raggio, orientata all’attrattività di soggetti che vanno oltre la logica del turismo “mordi e fuggi”. Questo genere di frequentazione, infatti, spesso delude le aspettative del sistema commerciale cittadino. Rovereto dovrà quindi sempre più puntare su forme di turismo meno legate a numeri –– poco impattanti economicamente –– e privilegiare visitatori individuali culturalmente preparati a destinazioni di nicchia. Per promuovere un turismo che integri cultura, territorio, sport, l’APT deve operare in stretta collaborazione con le omologhe sedi di Trento o dell’Alto Garda per organizzare pacchetti che fondano turismo didattico, fruizione dei musei e prodotto enogastronomico dei territori circostanti; una strategia che ben si coniugherebbe con la crescente offerta di nuovi alloggi B&B che sta connotando la città, piuttosto che sulla ricettività alberghiera.

Sono molte le opportunità che la cultura roveretana ha saputo creare e proporre negli anni: le scuole, i musei, le associazioni, le fondazioni di alti studi etc. Fra questi istituti, quelli apparentemente più prolifici sono i musei, per i quali serve tuttavia superare il concetto tradizionale di “luogo della conservazione” e della esposizione didattica fine a sé stessa. Le istituzioni museali devono necessariamente aprirsi alla società sull’esempio del Museo Civico col Museo della Città, diventando laboratori di idee e sperimentazione aperti alla comunità. Per questo serve che i musei abbiano le porte aperte per i cittadini della Vallagarina, e siano per gli stessi luogo di apprendimento, crescita, creatività e confronto.

I Musei roveretani che più sono legati al territorio, per storia, vocazione o perché rappresentano una memoria che coinvolge l’intero territorio, sono il Museo Civico ed il Museo della Guerra. Il primo ha inaugurato una nuova sede presso il Palazzo Sichardt, inaugurando il “Museo della Città” che rappresenta la vetrina sia del capillare lavoro a livello scientifico e culturale storicamente svolto dall’Istituzione Museo Civico, sia un vero e proprio spaccato della ricchissima varietà della proposta culturale che Rovereto può vantare. Un percorso dal quale partono richiami territoriali che spaziano dai luoghi rosminiani alle orme dei dinosauri, da Zandonai agli archeologi, da Depero ai percorsi cittadini dell’architettura storica: una funzione con forte valenza turistica in via di strutturazione che richiede la collaborazione di APT, oltre che di tutte le altre istituzioni culturali.

Il Comune di Rovereto, socio del Museo della Guerra, sta mettendo a disposizione un nuovo spazio espositivo in piazza Podestà (ex Caserma D. Chiesa) che permetterà di avere una ulteriore vetrina sulla via storica oggi la più attrattiva per i turisti, ed allo stesso tempo incentivare la apertura di conoscenza del territorio che il Museo promuove, attraverso la manutenzione e le visite alle trincee ed i forti della Vallagarina.

I forti e la Campana dei caduti, sono luoghi simbolo della memoria ma soprattutto possono tramutarsi in luoghi della riflessione, di stimolo per una visione del futuro in cui l’uomo può affrancarsi. Il loro ruolo è quindi duplice –– rappresentando da un lato memoria e conservazione, e dall’altro una proiezione rivolta al futuro –– ma questa funzione va comunque intesa a generare una cultura che annulli le contrapposizioni ideologiche ed i confini statali per condurre l’animo umano verso la pace.

In ambito turistico saranno messe in campo azioni legate alla ulteriore definizione della rete ciclabile turistica (con accesso alle Valli del Leno e collegamento della ciclabile dell’Adige alla città); alla riqualificazione del parco dei Lavini sviluppando tutte le sue potenzialità sia dal punto di vista ambientalistico, sportivo, culturale e scientifico, come peraltro previsto dal Progetto sovracomunale già individuato durante questa consiliatura e finanziato da parte dalla Comunità di valle con il Fondo strategico. L’attrattività di un territorio passa infine anche per gli eventi: in questo senso occorrerà individuare un brand per gli eventi di maggiore richiamo; potenziare gli eventi sui 2/3 giorni; individuare un’area adatta per manifestazioni all’aperto e concerti; avviare progetti per ritiri, stage e campus sportivi nazionali ed internazionali.

4.5. Manifattura e Meccatronica 

Rappresentano poli di assoluta “eccellenza” non solo di Rovereto, ma di tutto il Trentino, con una forte vocazione internazionale.

Sono occasioni irrinunciabili per il rilancio economico, imprenditoriale e del lavoro dell’intera provincia.

Nel contesto degli spazi tecnologico-produttivi, tra cui si ricomprende anche l’areale Ariston, potrà essere incentivato l’insediamento di attività a forte caratterizzazione formativa a livello universitario, tecnologico e innovativo, valorizzando la stretta interconnessione fra scuola, alta formazione e università, innovazione e impresa.

Siamo convinti che nei confronti del territorio occorra l’adozione di un approccio sostenibile con una marcata attenzione al paesaggio; che si proceda nella direzione di una minimizzazione dell’uso delle risorse naturali e del territorio, della produzione di rifiuti e dell’emissione di sostanze inquinanti, con accrescimento della biodiversità.

5.1. La città “green” 

Rovereto può e deve – data anche la presenza di Poli di eccellenza in questo senso – diventare una città “green” sull’esempio di altre municipalità italiane ed europee. Questo può avvenire attraverso:

   – la promozione di sviluppo economico innovativo ed ecologico e valorizzazione dell’economia verde come volano per lo sviluppo locale; 

   – la promozione dell’economia “circolare”: secondo la definizione della Ellen MacArthur Foundation economia circolare “è un termine generico per definire un’economia pensata per potersi rigenerare da sola. In un’economia circolare i flussi di materiali sono di due tipi: quelli biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera, e quelli tecnici, destinati ad essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera”. L’economia circolare è dunque un sistema economico pianificato per riutilizzare i materiali in successivi cicli produttivi, riducendo al massimo gli sprechi; 

   – maggiore attenzione negli acquisti del Comune, sfruttando dove possibile le aziende di riutilizzo e riciclaggio presenti nel territorio.

5.2 La gestione dei rifiuti 

Sul versante della produzione e della differenziazione dei rifiuti Rovereto è da anni ai vertici delle classifiche azionali, allineata con i migliori standard europei. Ma è un fronte su cui occorre mantenere alta l’attenzione. In particolare serve lavorare di più con l’informazione, la sensibilizzazione e la formazione nelle scuole. Sul piano organizzativo, della gestione dei rifiuti, vanno armonizzati i sistemi a livello di Comunità di valle. Dentro Progetto Manifattura operano molte realtà, di livello anche internazionale, nell’ambito ambientale. Serve un loro maggiore coinvolgimento al servizio della città. Vanno inoltre incentivati i procedimenti virtuosi delle realtà produttive, anche lavorando sul regolamento dei beni comuni.

5.3. La mobilità

Il nodo viabilistico e più in generale della mobilità che interessa il territorio di Rovereto è stato delineato quale priorità nel Protocollo d’intesa ed è stato oggetto di analisi e approfondimento da parte di un tavolo di lavoro tecnico congiunto.

In questo documento programmatico alcuni interventi si confermano per la loro assoluta necessità, in particolare quelli contenuti all’interno del protocollo di intenti siglato con la Provincia: il passante ciclo pedonale piazzale Orsi; l’area intermodale su areale ferroviario; i sottopassi viari (carrabili) di piazzale Orsi per collegamento zona ovest Polo Meccatronica.

Saranno inoltre promosse e potenziate modalità di mobilità sostenibile (pedonale, ciclabile, servizi pubblici). Sarà posta attenzione in particolare al completamento di una rete di piste ciclabili sicura, distribuita ed efficace, sia nel centro cittadino che nei collegamenti con la periferia e il territorio.

5.4 La riqualificazione e rigenerazione urbana 

Occorre metter mano alla riqualificazione urbana della cintura ex industriale che corre lungo la statale del Brennero e attraverso il recupero di quegli spazi realizzare ricuciture dal punto di vista urbanistico e inserimento di funzioni strategiche per il futuro della città. In generale è importante comunque realizzare la riqualificazione di quelle aree della città che appaiono ancora degradate. La cura del territorio significa anche cura e recupero della propria memoria storica, della propria identità, delle relazioni che i roveretani hanno avuto nel tempo con la propria città. È importante anche operare la riqualificazione e recupero degli edifici pubblici in un’ottica di sostenibilità, che segua i principi della green building. Oltre all’edificato abbiamo la necessità, anche alla luce del tempo che stiamo vivendo condizionato dalla recente emergenza sanitaria e socioeconomica, di ripensare gli spazi urbani dove vive e lavora la nostra comunità. In quest’ottica, la rigenerazione urbana non rappresenta solo uno progetto già iniziato e che si vuole portare a compimento, ma anche un metodo di governo rivolto all’armonizzazione di spazi fisici e funzioni che continui a riconsegnare la bellezza e l’importanza dello stare assieme.